La doppia pagina interna di presentazione della residenza Da Zero all’Accademia è stata realizzata dalla studentessa Chiara Del Luongo che attraverso un chiaro riferimento alla pop art accosta in maniera casuale i differenti temi che hanno caratterizzato l’esperienza della redazione di Zero Napoli con gli studenti in Accademia.

Anche per la rilettura grafica dell’indirizzario, con le segnalazioni dei punti di distribuzione di Zero a Napoli, è stato scelto un lavoro di Matilde Caiafa.
Un idea semplice e pulita che rimanda alla manualità e gli regala un tocco di autenticità che ben interpreta la richiesta della casa editrice Edizioni Zero.

Il totem per la sezione cultura realizzato da Pina Maisto per il numero di Zero Napoli a Luglio ripropone la figura del David simbolo del classicità e icona dell’Accademia evidenziandone solo la silhouette.
Per la sezione musica invece, è stato scelto il lavoro irriverente e naïf di Vittoria Piscitelli per raccontare personaggi paradossali o storie incredibili che solo la città di Napoli sa offrire.

La banda grafica del calendario del numero di Luglio di Zero Napoli è stata realizzata da Annapia Medolla mentre il copy di Zero.eu è stato reinterpretato appositamente per la residenza Da Zero da Fabrizio Maggio con una serie di slogan che raccontano i momenti vissuti durante il progetto.

Il prossimo numero di Zero Napoli di Luglio ha visto l’intervento grafico degli studenti del Biennio specialistico del Corso in Graphic Design che si sono occupati di ripensare le parti grafiche del giornale e di raccontare attraverso una serie di creatività la loro esperienza nella residenza Da Zero.

Il prossimo numero di Zero Napoli di Luglio ha visto l’intervento grafico degli studenti del Biennio specialistico del Corso in Graphic Design che si sono occupati di ripensare le parti grafiche del giornale e di raccontare attraverso una serie di creatività la loro esperienza nella residenza Da Zero.

Nel laboratorio Da Zero alcuni studenti, dopo essersi espressi sui temi affrontati durante il progetto attraverso la grafica, strumento a loro certamente più consono, si sono misurati anche in un campo per loro del tutto nuovo come la scrittura. Mariella Dalmotto è tra le studentesse che hanno visto la pubblicazione del proprio articolo sull’edizione di Zero Napoli.La Dalmotto, appassionata di reggae e assidua frequentatrice di dancehall e dello storico locale reggae di Napoli il Kinky Klub, è riuscita a riportare nell’articolo l’energia dell’Appartamento Jamaicano, unica vera festa del martedì napoletano, che abbandona le quattro mura del santuario partenopeo di Jah al centro storico per spostarsi sul mare de La Rotonda Beach Club.L’Appartamento Jamaicano di Mariella DalmottoTesto:Fermatevi giusto il tempo che l’onda del dem bow spinga verso il mare per aprirvi le porte dell’appartamento senza tetto più caldo di Napoli. Soffuse luci verdi, gialle e rosse illumineranno il viaggio. Nella cappa di fumo donne in pantaloncini al limite, uomini di altezze imbarazzanti, pelli setose, scure e denti fluorescenti ballano sotto il leone di Jah tra il sacro reggae e i profani reggaeton e hip-hop. Kingston, Montesanto, Portorico, Bagnoli, e tutti i quartieri di Napoli, luoghi così lontani ma così conformi, per una sera coinquilini ipnotizzati da musiche scandite da colpi di rullante e di cassa, da corpi provocanti e movenze mal celate, dall’irrinunciabile voglia di lasciarsi andare, nella versione estiva della festa del martedì, vicino al mare.

Nel laboratorio Da Zero alcuni studenti, dopo essersi espressi sui temi affrontati durante il progetto attraverso la grafica, strumento a loro certamente più consono, si sono misurati anche in un campo per loro del tutto nuovo come la scrittura.
Mariella Dalmotto è tra le studentesse che hanno visto la pubblicazione del proprio articolo sull’edizione di Zero Napoli.
La Dalmotto, appassionata di reggae e assidua frequentatrice di dancehall e dello storico locale reggae di Napoli il Kinky Klub, è riuscita a riportare nell’articolo l’energia dell’Appartamento Jamaicano, unica vera festa del martedì napoletano, che abbandona le quattro mura del santuario partenopeo di Jah al centro storico per spostarsi sul mare de La Rotonda Beach Club.

L’Appartamento Jamaicano di Mariella Dalmotto
Testo:
Fermatevi giusto il tempo che l’onda del dem bow spinga verso il mare per aprirvi le porte dell’appartamento senza tetto più caldo di Napoli. Soffuse luci verdi, gialle e rosse illumineranno il viaggio. Nella cappa di fumo donne in pantaloncini al limite, uomini di altezze imbarazzanti, pelli setose, scure e denti fluorescenti ballano sotto il leone di Jah tra il sacro reggae e i profani reggaeton e hip-hop. Kingston, Montesanto, Portorico, Bagnoli, e tutti i quartieri di Napoli, luoghi così lontani ma così conformi, per una sera coinquilini ipnotizzati da musiche scandite da colpi di rullante e di cassa, da corpi provocanti e movenze mal celate, dall’irrinunciabile voglia di lasciarsi andare, nella versione estiva della festa del martedì, vicino al mare.

“Sciuscià”, “L’Oro di Napoli”, “Totò, Peppino e la Malafemmina”, “Le Mani sulla città…” Generazioni di registi, da De Sica e Rosi, fino a Corsicato, Capuano, per poi giungere ai
grandi nomi di oggi come Garrone e Sorrentino. La lezione che Zero ha dedicato al cinema, nell’introduzione di Daniela Scotto, è partita da Napoli, una cornice mai neutra ma sempre protagonista di tantissimo cinema italiano, dagli anni ’50 ai registi di domani. Siamo entrati poi nel dettaglio di chi fabbrica quel sogno, con Giuliano Caprara e Alessandro De Vivo, della società di post-produzione e vfx Fablemakers, che hanno mostrato ai ragazzi i più comuni software per la realizzazione di compositing, digital color-grading e matte-painting per il cinema (Photoshop, Maya, Mocha, Bijou). Con Andrea Leone del collettivo creativo dei The Jackal abbiamo invece scoperto la storia di Lost in Google, la web series napoletana che nel giro di un anno si è imposta all’attenzione non soltanto del popolo di Internet ma anche delle più importanti
società di produzione video italiane. Il cinema, così come la produzione video di qualità, è sogno, arte e mestiere, dai tempi degli effetti speciali di cartone fino alle più complesse elaborazioni grafiche di oggi.

La gente già corre nelle peggiori enoteche ad assicurarsi una bottiglia di Soda Sciarappa… ma non la trova da nessuna parte! Quello che è possibile trovare però è la storia di questo gruppo sul quale il fantomatico commendator Sciarappa ha voluto investire sin dall’inizio, sin da quando, dopo un periodo di dura e amara gavetta di postegge in giro per Napoli, debutta con “Il Karamazov furioso”, primo vero spettacolo di teatro-canzone. Presentato a Napoli nell’ambito della “Primavera Pazzerella” e nella rassegna “Ramblas” del Napoli Teatro Festival Italia, “Il Karamazov” parte per il “Tragico Tour” estivo toccando le remote lande del profondo Cilento, della Lucania e del Salento. Riscosso un grande successo, la formazione torna alle solite “tristi postegge”, fino a quando durante un’amara sera d’autunno si imbatte in Vinicio Capossela in versione “capo ciurma” del tour “Marinai, profeti e balene” al teatro Bellini di Napoli.
Ecco però che qualcuno si accorge di questi loschi musici che è possibile incontrare girando tra le mura antiche del centro storico della città, infatti nel dicembre scorso ricevono un prestigioso riconoscimento: il Premio Carosone 2011. Per l’occasione animano tristemente la serata di premiazione al teatro Augusteo, con alcuni brani del loro repertorio e duettando in una strampalata versione di “Tu vuo’ fa l’americano” con Nino D’Angelo.

BEVI SODA SCIARAPPA… e nulla cambierà!

I lavori sono stati realizzati da:

Alessia Mandato, Margherita Pascarella, Teresa Del Prete, Jing Wang, Maria Dalmotto, Mario Pacca, Chiara Del Luongo, Antonio Capuano, Loredana Massaro, Carolina Lucania, Alessandro Rauso, Sabrina Rotoli, Vincenzo della Puca, Biagio Imitazione, Emma Simeone, Stefania Chieffi, Antonella Gargiulo, Pina Maisto, Luca Signorino, Gelsomina Ascione, Antonio Schirato, Alessia Raffaella Mandato, Annapia Medolla, Fabrizio Maggio, Vittoria Piscitelli, Giuseppe Librace, Raffaele Casaburi, Romilda Lombardi, Matilde Caiafa, Gelsomina Squittieri


Gli studenti hanno più volte graficamente voluto sottolineare il consolidato rapporto tra I Posteggiatori Tristi e lo sponsor, un connubbio che sembra ormai imprescindibile per il successo sia dei nostri posteggiatori che per la soda del commendatore. I tre posteggiatori sono:
Karamazov frontman della band, uomo triste e sconsolato, forse russo, forse gitano, certo è che nessuno sa da dove venga, tira avanti la carretta suonando in becere osterie spacciandosi per un grande interprete della canzone napoletana.
Il maestro Lapezza, un orchestrale dall’equilibrio psico-fisico palesemente fragile, sostiene di aver suonato nelle più grandi orchestre dei cinque continenti eppure risulta bandito dai golfi mistici di tutto il mondo. C’è chi dice che la causa del declino della sua vita sia stata una donna, ma nessuno ne ha le prove.
Paraustiello invece è stato trovato abbandonato in una chitarra, davanti al Pio Conservatorio della Pietà di Sessa Aurunca. Il piccolo Paraustiello ebbe un⿿infanzia turbata e sacrificata. Le suore lo crebbero più come un fastidio che come una creatura di Dio. Il ragazzo ha avuto tutti i traumi possibili cosa che lo porta a essere assai nervoso.